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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte

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Scritto nell'estate del 2003, questo mio cachinno è una satira. In quanto tale l'ho scritto con l'intento di strappare qualche sorriso su un argomento viceversa serissimo. Lo spunto è un fatto di cronaca di quell'anno, quando sul treno Roma-Firenze due brigatisti reagiscono sparando al controllo della polizia ferroviaria. Con quel fatto lo spettro del terrorismo rosso di matrice brigatista torna agli onori delle cronache. Da qui, il Dalla Cusa del titolo, ovvero Dalla Chiesa, che prima di occuparsi di mafia  si occupò con grande successo della lotta al terrorismo.

Questo lo sfondo. Buona lettura.

 

 

 skyline palermo gabrielemastropaolo.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ISBN 9788897885429

 

PROLOGO

Giorno di festa, a Palermo. Il cielo è terso; l'aria, nonostante sia luglio, è fresca; gli animi sono concitati; una giornata in cui nulla può turbare l'equilibrio.

Ci sono il Sindaco, il Prefetto, Il Cardinale, e poi deputati nazionali, assessori, consiglieri provinciali, personaggi di spicco della finanza locale, speculatori, faccendieri, prestanome, addetti al riciclaggio, avventori di varia caratura.

Il generale Camillo Antenore Dalla Cusa, protagonista della lotta alla Confraternita della Comune Stragista e del Riciclaggio Dei Politici Collusi, grande stratega, che negli anni '70 stanò i peggiori brigatisti, e ora passato a Palermo per fronteggiare l'offensiva della malavita organizzata, tiene in una splendida giornata di fine luglio un ricevimento in onore del matrimonio della figlia. Nella sua villa in periferia, una splendida villa di fine Settecento, il Generale conclude il discorso di ringraziamento e di augurio per la figlia e il genero annunciando un lauto rinfresco con tanto di pappardelle di capodanno fuori stagione sotto i portici sul versante opposto del casolare. Mentre i suoi ospiti si dirigono al rinfresco viene però raggiunto da un suo sottoposto che corre gambe all’aria tra una siepe di oleandri e una di gelsomino trafelato col fiato corto.

SOTTOPOSTO: Generale, c’è un problema.

G. DALLA CUSA: Che c’è?

SOTTOPOSTO: Be', vede…

G. DALLA CUSA: Allora?

SOTTOPOSTO: La roba da mangiare, Generale: è sparito tutto, (scoppia a piangere, in un pianto sopra le righe, esagerato) tutto è sparito, pure le pappardelle di capodanno!

G. DALLA CUSA: Come sarebbe a dire è sparito tutto?!

SOTTOPOSTO: Hanno rubato tutto, Generale.

Nel Generale monta il panico, ma non è ancora il panico generale.

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