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L'utente 'agostarpass', che ringrazio di cuore,  ha letto IO, LUCIFERO  e poi ha lasciato una sua recensione su Anobii, che riposto di seguito

La recensione

 

Io, Lucifero.
Noi, Lucifero.
In un incalzarsi di storie e vicende, impariamo a conoscere Lucifero attraverso gli occhi dei viandanti in cui si è imbattuto nel corso della sua esistenza, ma soprattutto impariamo ad umanizzarlo attraverso il suo rapporto con il fido Cipriano.
Apprendiamo che ormai Lucifero è vecchio, è stanco, è giunto alla fine del suo cammino, anzi "ha deciso" di giungere alla fine del suo cammino, perché Lucifero non muore, non può morire, almeno come simbolo e metafora della stessa condizione dell'umanità.


Lucifero da portatore-di-luce diviene essere-eclissato-dalla-luce, e tutto a causa della stessa essenza degli uomini, diventati ormai prede delle proprie emancipazioni, delle proprie superstizioni e delle proprie brame di potere, tanto da essersi conquistati il ruolo principale di "diavoli di se stessi".
Causa ed effetto del proprio malessere, gli uomini hanno quasi dimenticato il loro sempiterno "caprone" espiatorio, che per secoli hanno identificato con il Male assoluto, il Male per antonomasia, il Buio in contrapposizione alla Luce della salvezza divina. Un essere da odiare e da evitare il più possibile.

Le parole lasciate a memoria futura dall'Angelo caduto non lasciano spazio a dubbi. Non esiste il Male assoluto, senza che venga contaminato dal Bene, così come non esiste il Bene assoluto, senza che il Male non lo contagi.
Questo è evidente dagli incontri fatti dal Genio del Male durante il suo pellegrinare in lungo e il largo per il Mondo, incontri con gente più o meno dissoluta, più o meno ribelle e più o meno divina. Ogni viandante è stato contaminato dal Diavolo, il quale è stato contaminato a sua volta, ed è sorprendente capire come colui che porta il nome della Stella del Mattino non sia l'essere più corrotto tra i due.

Perché Lucifero sparisce? Perché l'umanità non ha più bisogno di lui. L'umanità se la cava abbastanza bene da sola a covare rancori, disprezzi e invidie, tanto da dimenticare il vaso da cui è scaturito ogni dolore, il vaso da incolpare per giustificare le proprie colpe.

Un libro ben scritto, dalla lettura scorrevole, che mi ha riportato alle più piacevoli pagine di un Calvino giovanile.
Un libro che mi ha fatto molto riflettere, ma anche divertire e spesso sorridere, grazie ad alcuni rocamboleschi episodi. Un libro in cui si nota una precedente ricerca dell'autore, molto precisa ed accurata ed una conoscenza delle fonti, a cui si accenna e che si fanno narrazione.

Mi piace pensare che dopo la ben nota caduta, Lucifero - con queste pagine - abbia conquistato un'inversione di rotta, che abbia espiato le sue colpe - reali o attribuite - e che sia stato accolto per sorseggiare un caffé con San Pietro, in un'ascesa conquistata con una lunga sofferenza.
Concludo con un verso di una canzone che mi è venuta in mente più di una volta, durante la lettura di Io, Lucifero. Si tratta dell'incipit della traccia "Non voglio ritrovare il tuo nome" degli Afterhours, che fa così: Scava sotto i buoni c'è un cadavere / Sotto ai cattivi un angelo / Ucciso da un'idea.
Un verso che si "intona" con il protagonista di questo affascinante libro.

 

IO, LUCIFERO è disponibile in digitale (formato .ePub) qui ACQUISTA  e su AMAZON in cartaceo.

 

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