Sul Gattopardo

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 Quello che è stato detto.

Il Gattopardo come fenomeno letterario ha avuto una gestazione piuttosto controversa. Intanto l’essere appunto un fenomeno contribuisce a renderla tale in prima istanza. Il suo autore era ben lungi dall’immaginare che il libro alla cui stesura aveva dedicato praticamente tutta la sua vita di uomo di lettere avrebbe avuto una tale risonanza.

 

 

 

 

Ed effettivamente non poté mai immaginarlo poiché il libro, rifiutato alla pubblicazione da insigni scrittori come Elio Vittorini, venne pubblicato presso Feltrinelli solo nel 1958, quando il suo autore era già morto da un anno.

Il libro è passato alla storia non solo letteraria ma anche se vogliamo di costume come il libro del nichilismo delle speranze deluse. Questo concetto è espresso attraverso la figura certo di maggior spicco nel libro, quella di Fabrizio Corbera, Principe di Salina. Egli, aristocratico severo, affettuoso e appassionato padre di famiglia, è anche la coscienza storica delle vicende narrate nel libro. Siamo nel 1860, l’Italia raggiunge la sua unità, ma il principe, come uomo ancor prima che come uno dei più illustri esponenti di una classe aristocratica restia ai cambiamenti e arroccata sui suoi diritti feudali, avverte un senso di profondo scontento che da storico diviene esistenziale, vedendo nell'Unita il presagio di un cambiamento solo di nome, ma che di fatto nulla cambierà. Il suo è lo spirito di un intero popolo, di quei Siciliani che traviati e travagliati da secolari dominatori stranieri ed estranei, abbandonano le speranze di un rinnovo cedendo a un infiacchimento che è ristagno spirituale culturale e morale insieme.

Ripercorriamo insieme gli episodi da cui si snodano le vicende fondamentali del libro.

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